Un altro addio....

4 luglio 2020

Un altro addio...

Quelli tra voi che seguono le mie dirette su Facebook o miei pensierini sulla web radio parrocchiale, sanno che sto vivendo questo periodo con un grande senso di disorientamento. La vita sta riprendendo ma ci sono ancora tantissime incognite che la condizionano. Cosa sarà della nostra vita comunitaria a settembre? Potrà riprendere il catechismo? Fino a quando potranno entrare in chiesa solo 90 persone?

Questo tempo estivo, negli anni normali, sarebbe stato il tempo della programmazione del nuovo anno pastorale. Ma quest’anno che cosa programmi? Nei mesi scorsi abbiamo cercato di ovviare allo stop delle nostre attività attraverso gli strumenti digitali. Ne abbiamo sperimentato le potenzialità ma ne abbiamo verificato anche i limiti. Ciò che io avverto come mancanza insuperabile è la possibilità di incontrarci senza le barriere della distanza e della mascherina.

In questo contesto, ho più volte pubblicamente affermato che non ritenevo opportuno che i nostri vescovi avessero, come ogni anno in questa stagione, programmato molti trasferimenti di preti. Mi riferivo a casi di preti amici, anche fuori dalla nostra diocesi. In una situazione così destabilizzante, come quella che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, il trasferimento da una parrocchia all’altra, da una mansione all’altra, mi sembra tutt’altro che opportuno. Ma io non sono un vescovo e, quindi, non decido io.

Ma non immaginavo che lo zelo rivoluzionario dei vescovi toccasse anche la nostra parrocchia; non c’erano segni che ci facessero temere questa cosa. 

E, invece, mercoledì 24 giugno, alle 8.15 del mattino, mi ha chiamato il vicario episcopale, mons. Azzimonti, annunciandomi il trasferimento di don Dario.

Dal 1 settembre don Dario assumerà l’incarico di vicario nella Comunità Pastorale Santi quattro Evangelisti in Monza.

Prendiamo atto di questa decisione, non ci è stato chiesto se eravamo d’accordo oppure no, ci è semplicemente stata comunicata, pur non considerandola opportuna.

I trasferimenti dei preti sono una cosa normale, sono avvicendamenti a cui noi per primi siamo preparati, fin dal primo giorno della nostra ordinazione, però quest’anno davvero credo che non fosse opportuno immaginare un trasferimento.

Cosa ne sarà di noi?

Manderanno un altro prete al suo posto? 

Al momento non lo sappiamo. Attendiamo pazientemente.

Dopo l’estate troveremo un momento per salutare e ringraziare adeguatamente don Dario. Per intanto invito tutti coloro che ne hanno la possibilità a dargli una mano per organizzare il suo trasferimento.

Cambiare casa non è mai semplice. Cambiare casa vuol dire cambiare mondo. È come essere Cristoforo Colombo che parte per la scoperta di un nuovo mondo. Così un cambiamento di destinazione per un sacerdote. Cerchiamo di essere vicini a don Dario in questi mesi, che sicuramente saranno non facili; cerchiamo di sostenerlo con tutto il nostro affetto e con tutto il nostro aiuto.

don Giuseppe